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“L'azienda è, per natura, condannata a continuare a crescere, altrimenti la sua esistenza volgerà presto al termine. Ma la crescita può realizzarsi solo attraverso lo sviluppo e la crescita professionale dei collaboratori dell'imprenditore, che deve accompagnarsi e culminare in un processo di delega, da parte del vertice aziendale, diffuso a tutti i livelli”.
Questo il messaggio riportato dal quotidiano L’Arena dell’8 dicembre 2009 di Fernando Toppetta, responsabile del Gruppo Pedrollo di San Bonifacio, nel corso del terzo appuntamento del Cenacolo dell'Impresa della Piccola Industria di Confindustria Verona, al pubblico di 120 piccoli imprenditori riuniti al Museo Nicolis di Villafranca. Il cardine nell'azione direzionale è “empowerment” delle persone, l'insieme di autorità, responsabilità, informazioni e risorse e si contrappone a “controllo”.
L'emporwerment fa la differenza tra obiettivo aziendale raggiungibile e velleità. Il buon capo, imprenditore, dirigente o altro responsabile, è dunque una persona che sa raggiungere obiettivi attraverso lo sviluppo dei collaboratori. “Il leader è pronto per guidare gli altri solo quando ha acquisito esperienza nel guidare se stesso e quando conosce i propri punti di forza e le proprie debolezze”, afferma Tiziana Recchia, coach manageriale ed esperta in comunicazione sistemica evolutiva. “Le parole di Fernando Toppetta fanno echeggiare i concetti di Ken Blanchard, consulente manageriale autore di svariati libri, che afferma: “L'empowement è ciò che i leader offrono ai collaboratori. La self leadership è ciò che i collaboratori fanno perchè funzioni... Se il leader deve abbandonare lo stile “controllo e comando” per assumere quello della collaborazione nello sforzo comune (partnering), così i suoi uomini devono abbandonare l'atteggiamento di chi “aspetta gli ordini” e assumere l'iniziativa di gestire se stessi in modo autonomo. Se il leader situazionale deve farsi partner dei propri collaboratori, i collaboratori devono farsi partner del proprio leader. E' questo, detto in termini molto semplici, il concetto di self leadership”.
Coinvolgendo i lavoratori in una cultura di empowerment si permette loro d'usare le proprie conoscenze, esperienze, motivazioni per realizzare dei compiti che vanno a beneficio dell'organizzazione, con modalità tangibili e intangibili, provando un senso di orgoglio per ciò che fanno. I manager diventando dei team leader possono scoprire che i risultati si ottengono più facilmente che in una cultura gerarchica.
Fonte: L'Arena, martedì 8 dicembre 2009, pag 45 |